just another fashion victim.
kkk took jacko x away  
23dicembre2003 | 21.20

vorrei prendermela con i negri che hanno aperto il negozio di vestiti da reppusi vicino a casa mia. vorrei prendermela con loro per le t-shirt della fubu e di tommy, per gli stivaletti simil-timberland e per le catene da collo di fifty cent e di nelly. vorrei prendermela con la loro totale mancanza di buon gusto e di stile. vorrei prendermela con l'hiphop scadente che si sente passando davanti alla vetrina. vorrei prendermela con loro perchè, come giustamente mi ha fatto notare il peco, hanno dimenticato le loro tradizioni etnoculturali in fatto di abbigliamento. hanno progressivamente abbandonato i loro pantaloni ricoperti di rassicuranti giraffe senegalesi, i loro buffi copricapi pieni di specchietti, i loro caftani colorati lunghi fino ai piedi, per apparecchiarsi come il peggio stereotipo del reppuso dei video di mtv. vorrei prendermela con loro perchè non imbracciano i loro uzi e vanno a fare giustizia di micheal jackson aka jacko x. però a prendersela con i negri si fa sempre la figura del poco politically correct, specialmente ora che siamo vicini a natale e sono tutti molto più buoni.

allora me la prendo con la mia vicina di casa. e me la prendo con lei perchè stasera mi gira male e con qualcuno me la devo pur prendere. me la prendo con lei perchè anche lei a suo modo è uno stereotipo. è lo stereotipo della donna impegnata, no global socialmente accettabile. attivista di quella sinistra che domina in questa città assoggettata alla mafiosarci. esponente di spicco di una intellighenzia culturale che per affermarsi ha dovuto relegare in un angolo ciò che non concepiva, conosceva, accettava. ciò che era diverso, in culo ai valori di tolleranza. lei, la vicina, in tutta questa mafietta ci sguazza, non le manca nulla, dai giornali giusti sempre ostentati, alle conferenze mondanosinistroidi alla feltrinelli, dalla spesa equa etica e solidale al boicottaggio sempre ovunque e comunque. la vicina farebbe la gioia di ogni sociologo, starebbe bene avvolta nel cellophane e regalata con l'espresso al posto del dvd di harry potter. già mi immagino la pubblicità: "venerdì con l'espresso porta a casa anche tu una graziosa no global arcimondana". non so cosa mi irriti di più: se la wordmusic che sento provenire costantemente da casa sua, gli agghiaccianti odori di cucina etnica con cui invade la tromba delle scale, la bandiera arcobaleno con su scritto nonviolenza, invece di pace perchè lei è u n pezzo avanti, o lo straccetto bianco di emergency appeso alla tracolla della borsa

dalla porta ognoi tanto sbircio la sua libreria, una libreria molto grande, che prende quasi tutta una parete, piena di libri. sono sicuro che se andassi a cercare in mezzo a tutti quei libri non troverei neppure un libro di louis ferdinand celine, perchè celine per lei è sicuramente un autore di "destra", sono sicuro che se andassi a cercare troverei tantissimi libri di scrittori sudamericani, tutte le perle del catalogo feltrinelli e, da qualche parte, i diari di che guevara.

il diario di che guevara è un vero schifo.

viaggio al termine della notte è semplicemente un capolavoro assoluto.

p.

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