31marzo2004 | 18.02
la scena più o meno è stata questa: mi sono infilato le all star, il maglione blu, ho messo le cuffie nelle orecchie e sono uscito per andare all'uni. ho chiuso la porta la porta e lei mi si è parata davanti in tutto il suo metro e quaranta di senesità incazzosa. all'angolo destro con i jeans della diesel per un peso forma di sessantaquattro chili glamorama, all'angolo sinistro in vestaglia di flanella con grosse chiazze d'unto la vicina. lei mi si rivolge in un idioma a me sconosciuto: " o citto ma che è codesto il modo di sbattere le porte ? ma che fai osì a casa tua ?" in questi frangenti, quando il tuo interlocutore aspira così tanto la c da spettinarti, in genere fatico a stare serio, ma stamattina ero piuttosto assonnato e già davanti al vocativo "o citto" stavo ridendo come da matti. ormai tra toti tote e portaspugne ho fatto della tolleranza una bandiera ed ho ribattuto gentilmente : "guardi signora che anche questa è casa mia", se poi avessi spinto il tasto play del lettore cd tutto sarebbe andato per il meglio, invece mi sono trattenuto ad ascoltare la replica della vicina. replica che comprendeva in ordine sparso, il rispetto la civiltà, la convivenza civile, i terroni, gli studenti, la contrada, il priore della contrada (che due cazzi con 'sto priore), i sacchetti della spazzatura, di nuovo i terroni, il decoro, il marito e la padrona di casa. la vicina è andata avanti per un minuto buono, con volume crescente ed aspirazione della c sempre maggiore, io la guardavo con la testa un pò piegata da un lato, temevo avesse un malore. mi sono immaginato per un secondo solo lo schifo di dover praticare una respirazione bocca a bocca a quei denti gialli, storti e mal lavati, mi sono immaginato a scostare maglie della salute e canottiere color carne per praticarle un provvidenziale massaggio cardiaco, mentre iniziava il secondo minuto di sclerata, la sua furia è andata in calando, ho approfittato di una sua pausa per dirle: "senta si lamenti con chi le pare, io sono in ritardo e devo andare all'università". me ne sono andato sbattendo la porta di strada più forte che potevo. un pezzo di intonaco è caduto vicino alla mia scarpa ed io l'ho calciato via. finalmente ho acceso il cd player. la traccia uno del cd dei kaospilot è partita ed il mondo è tornato simpatico. p.
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