02giugno2004 | 16.57
non riesco a comprendere il tuo stupido astio nei miei confronti. non ha alcuna ragione d'essere. tra noi due vige un freddo e impersonale rapporto negoziante (tu) e cliente (io). non so se quello che ti disturba può essere riconducibile a qualcosa che io ho fatto o se è solo una tua bizzarra presa di posizione. non mi pare tu abbia sorpreso a letto con una delle tue figlie, penso me lo ricorderei. credo che le ragioni del tuo risentimento nei miei confronti siano da imputare ad uno o più dei seguenti fattori:tu sei brutto, grasso e pettinato male, mentre io sono giovane, bello, pettinato e vestito alla moda. il tuo colorito è tristemente grigiastro e diversi capillari del tuo viso sono esplosi a causa della tua propensione per il gin tonic; io invece, pur trascorrendo la mia giornata mettendo assieme una sfliza indicibile di zero e di uno per la nobile causa dell'archeologia sono il ritratto della salute e non capisco come mai la oil of olaz non mi abbia scritturato per una campagna pubblicitaria. io parlo un italiano praticamente perfetto, quasi privo di inflessione dialettale, a parte un generico accento nordico, mentre tu sembra abbia ingoiato una scopa aspiratutto, in un delirio di costì e costà che mi fa venire il mal di pancia ogni volta che devo comprare un rullino. probabilmente sei solito sbirciare le foto che porto a sviluppare (anche se tu sei la seconda scelta) e ti sei reso conto che sono molto più bravo di te. in ogni caso io non finirò certo a fotografare il palio o le feste di contrada. e stai attento a non copiare la mia idea di centootto code di cani sfuocate fotografate in giorni di pioggia. la prossima volta che cerchi di farmi pagare un ilford hpcinque la cifra ridicola di sette euro e novantanove, speculando sul fatto che il fotografo dove vado abitualmente ne è sprovvisto organizzo una fatwa contro di te. p.
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